recensioni libri 

Giancarlo Trapanese 


Obsolescente - obsolescenza programmata - romanzo scritto da Giancarlo Trapanese
giancarlotrapanese@giancarlotrapanese.it
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OBSOLESCENTE
GIOVEDI' 22 Agosto 2019, ore 21:30
Porto Recanati
Circolo della Vela (via primo maggio 1)

Presentazione di "Obsolescente",
ultimo romanzo di Giancarlo Trapanese.

Non una classica presentazione,
bensì un vero e proprio processo all'americana,
all'Ing Riccardo Inna, protagonista del romanzo,
con attori, personaggi, pubblica accusa e difesa,
giuria popolare, dibattito, testimoni
. . .verdetto finale sui 4 capi d'accusa
Obsolescente a Porto Recanati


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il blog di Giovanni

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Il blog più pungente della rete - Il blog di Giancarlo Trapanese

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Giovanni Trapanese photographer fotografo avvocato

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Gloria Trapanese psicologa clinica Ancora donna prevenzione

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copertine dei libri di giancarlo trapanese

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Obsolescente - Giancarlo Trapanese
Chi mi ha ucciso? - Giancarlo Trapanese
La giusta scelta - Giancarlo Trapanese
Ascoltami - Giancarlo Trapanese
Ascoltami - Giancarlo Trapanese
Quella Volta che. . .avventure e ricordi di Alceo Moretti - 2010 - libro scritto da Giancarlo Trapanese
Sirena senza coda - libro scritto da Giancarlo Trapanese e Cristina Tonelli
Da quanto tempo - libro scritto da Giancarlo Trapanese
Luna Traversa - libro scritto da Giancarlo Trapanese
Se son fiori... - libro scritto da Giancarlo Trapanese
Calcio a 5 lo sport del 2000 - libro scritto da Giancarlo Trapanese
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lista recensioni

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Vedi tutte le recensioni

Obsolescente

iltamtam.it Web
Nuovo Corriere Nazionale Web
Umbria Notizie Web

Chi mi ha ucciso?

Agnese Testadiferro
Andrea Marinelli
Antonio Luccarini
Benedetta Grendene
Elisa Frare
Francesca Cipolloni
Francesco Caferri
Giuseppe Campanelli
Laura Margherita Volante
Raimondo Montesi
Sergio Gigliati
Silvano Staffolani
Teodora Stefanelli
Valerio Calzolaio

La giusta scelta

Benedetta Grendene
Catiuscia Ceccarelli
Collettivo Idra
Cristina Tonelli
Giuseppe Modugno
Il Lucano Potenza
L'Azione Fabriano
Marco Mittica
Norma Stramucci

Madre vendetta

Adnkronos IGN
Annamaria Barbato Ricci
Antonio Luccarini
Cristina Tonelli
Edda Lavezzi Stagno
Francesco Greco
Gigi Avanti
Giorgio Iacobone
ilRestoDelCarlino.it Web
Luciano Gregoretti
Maria Lampa
Maria Rita Parsi
Moreno Giannattasio
Noodls Web
Norma Stramucci
Silvana Coricelli
Tito Stagno

Ascoltami

Antonio Luccarini
Chiara Giacobelli
Cristina Tonelli
CronacheMaceratesi.it Web
Giorgio Iacobone
ilRestoDelCarlino.it Web
laprimaweb.it Web
Lucio Zarletti
Paolo Pandolfi
viverecivitanova.it

Quella volta che. . .

Ferruccio De Bortoli

Sirena senza coda

Alessandro Moscè
Asmae Dachan
Chiara Giacobelli
Gian Paolo Grattarola
Giorgio Iacobone
IlMascalzone.it Web
IlQuotidiano.it Web
Michele Antognoni
Paolo Pandolfi
Raffaele Mazzei
RivieraOggi.it Web
SanMarinoRTV.sm
Silvana Coricelli
Sito del Comune di Venezia Web

Da quanto tempo

Alessandro Moscè
Anna Maria Ragaini
Asmae Dachan
Lucio Felici
Maria Lampa
Norma Stramucci
Paolo Parimbelli

Luna traversa

Alice Ragni
Antonio Luccarini
Anuska Pambianchi
Dr Antonio Bruni
Gigi Avanti
Giulia Ruffoni
Kruger Agostinelli
Maria Grazia Capulli
Mohamed Nour Dachan
Norma Stramucci
Sergio Angeletti
Sherif El Sabaie

Se son fiori

Enrico Capodaglio
Francesco Alberoni
Francesco D’Aniello
Giuseppe Possedoni
Silvana Coricelli
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recensione: Madre vendetta (Giorgio Iacobone)

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Recensione del questore di Trento Giorgio Iacobone

 
Madre vendetta è tra i libri più coinvolgenti che abbia mai letto: non vuoi fare una pausa, vuoi giungere fino alla fine,l’inizio di ogni capitolo è la ricerca del sapere con l’avidità che ti viene da dentro, la ricerca di una risposta che possa soddisfare il tuo stato d’animo,la ricerca di una chiarificazione nel labirinto delle soluzioni che si intrecciano in un gioco di specchi che ti impedisce di raggiungere l’uscita,anche se la vedi vicina,come al Luna Park.
Questo pensiero ti potrebbe far credere ad un’azione piena di sprint, ad un dinamismo vorticoso, ad una velocità che ti tiene col fiato sospeso come nei migliori thriller che hai letto: niente di tutto questo.
Giancarlo Trapanese fa vivere l’ansia dei suoi personaggi con quell’intrecciarsi degli avvenimenti della vita quotidiana che conferiscono al loro comportamento sì il condizionamento dalla vicenda centrale, ma questa non ne assorbe interamente la routine. La quiete della narrazione ti placa , non ne recepisci l’ansia,ma ti porta a riflettere su valori importanti della vita riscoprendone l’importanza nei tanti tratti in cui procede il cammino della tua vita.
E’ qui che Madre Vendetta ti fa gustare il sapore dei valori veri che nelle loro contraddizioni sublimano le quotidiane aspettative. Ne percepisci ancor più l’importanza se riesci ad allontanarti dalla scena e a fotografarla nascosto in un angolo.
E allora ti chiedi: la differenza abissale tra la famiglia del giornalista Catanese che segue la vicenda, quella della famiglia Anselmi che ha vissuto l’uccisione della figlia Luce, quella della famiglia Romualdi nella quale Manuel ha ucciso ed è stato ucciso da cosa è stata determinata? Il dramma delle famiglie Anselmi e Romualdi è stata determinata da più concause, ma c’è stata una causa scatenante? Se sì di sicuro la fuga del padre di Manuel e l’arrivo della droga a Bertinoro!!!
Il padre che va via da casa con una straniera e il suo abdicare la funzione paterna fanno perdere al figlio quel sicuro punto di riferimento presente sempre, anche quando, nell’accorgerti che tuo padre non può risolverti tutto, secondo Catanese, diventi adulto.
L’arrivo della droga fa emergere l’importanza del patrimonio sociale che deve legare paesi e quartieri! A Bertinoro è venuto meno: non può una comunità che condivida un forte patrimonio sociale non accorgersi che la droga sta infestando l’ambiente!!!! Se Manuel non fosse stato irretito dalla presenza della droga, Bertinoro sarebbe rimasto il Paese dalle forti tradizioni, sarebbe rimasto il Paese con quel forte patrimonio sociale, che è venuto meno nel momento cruciale, proprio quando quel patrimonio sociale fatto di unione e di controllo avrebbe dovuto esprimere la sua decisiva funzione.
Non vale che vicenda abbia protagonisti non originari di Bertinoro: la famiglia di Manuel si è trasferita da poco da Roma, lo spaccio è in mano ad uno straniero e il padre di Manuel è fuggito con una straniera: il patrimonio sociale deve far valere la propria funzione per garantire la sicurezza, anche e specie da fattori esterni che vogliano sovvertire l’ordinato e tranquillo svolgersi della vita sociale.
Il disgregarsi dei valori tradizionali sembra spingere Trapanese a dare una visione della famiglia Catanese rispondente alle nostre aspettative. Ecco allora che Trapanese ingaggia una lotta tesa a far emergere l’importanza della famiglia: senza pudore prende a prestito dall’impolverata cartella della retorica frasi come “il focolare della casa domestica” che sembra fare il paro con “la mamma è l’angelo della casa”. Eppure Giancarlo Trapanese queste frasi impolverate le rende limpide, sembra che le abbia ripulite,riverniciate, facendocele credere inedite!!!
Solo ora penso che sia possibile vivere la vicenda centrale nel suo dramma, nella consapevolezza che gesti inconsulti possono determinare situazioni di non ritorno, dopo le quali nulla potrà mai essere come prima!!!
Madre Vendetta è un inno “Alla giustizia giusta” ,“Alla certezza della pena” , “All’attenzione per la vittima”, “Al concetto che chi ha sbagliato deve pagare”.
Tutte verità che portano a ritenere che al di fuori di questi basilari concetti la spirale violenza - odio non possa essere interrotta, che il susseguirsi di azioni e reazioni non possa placarsi senza giustizia e perdono.
Si dice che se tiri troppo la corda alla fine si spezza e quando qualcuno non ha più nulla da perdere allora sì che diventa una mina vacante.
La considerazione per l’altro non può mancare, al di là di qualsiasi sentimento, e Giancarlo Trapanese evidenzia le situazioni, dandoti la possibilità di commentarle e giudicarle con la pacatezza, favorita dall’immissione nel dramma di due madri di situazioni di quotidianità, vissute da personaggi che si ergono a coprotagonisti per la ricchezza d’animo che esprimono, per la dedizione al loro lavoro, vissuto tra le tradizionali dinamiche e gli approfondimenti fatti di umanità e sentimenti che conferiscono all’azione la capacità di raggiungere la verità attraverso l’immedesimazione e la comprensione.
Certo anche i valori sopra virgolettati non sempre possono essere considerati assoluti e allora Madre Vendetta induce alla riflessione e alla discussione, di sicuro un libro che invoglia a confrontarsi con gli altri ed ad esprimere i sentimenti vissuti senza riserva e senza essere condizionati dal giudizio degli altri, perché anche questo Trapanese riesce ad garantire sempre meglio: essere sempre di più se stessi!!!

Info critico

 
Giorgio Iacobone - Questore di Trento
Nome: Giorgio
Cognome: Iacobone
Questore di Trento (ex qeustore di Ancona)
Sito Web: clicca qui
Email: Informazione non disponibile

...note:

Giorgio Iacobone ha 58 anni, è nato a Napoli, ha studiato a Roma laureandosi alla Sapienza in Giurisprudenza. E' un profondo conoscitore della realtà marchigiana, avendo prestato servizio prima a Macerata dal 1975 al 1987, poi ad Ancona dal 1993 al 1997. Nel 1988 è stato assegnato al Commissariato Zisa di Palermo…Dal 1997 al 1998 è stato Vice Questore Vicario di Pescara...Nell'anno accademico 2001-2002 ha seguito il XVII Corso Interforze…Promosso Dirigente superiore dal 1° luglio 2002 è stato nominato Questore di Enna, carica ricoperta fino al giugno 2006, prodigandosi con determinazione per la diffusione della cultura della legalità a tutti i livelli, presupposto per lo sviluppo delle potenzialità della provincia. Ora è in carica a Trento come questore.

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recensione: Madre vendetta (Norma Stramucci)

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Recensione della poetessa Norma Stramucci di Recanati

 
“un due tre stella” E’ il gioco dell’infanzia in cui si finge l’inanimato. E’ il gioco che, alla pag. 267 del nuovo romanzo di Giancarlo Trapanese, Madre Vendetta, Vallecchi, 2012, è assunto a simbolo dell’imbarazzo che pietrifica. Ma può anche rappresentare la metafora chiave per intendere quanto va oltre le drammatiche vicende della trama: il senso della vita, l’etica di un mestiere, l’umanità di un cittadino. “un due tre stella”: parole-pietra oppure parole-vita. Parole che possono essere pronunciate o taciute, indagate nella loro menzogna o verità o trascurate, lasciate al loro superficiale significato anche se questo comporta la rovina di alcune esistenze.
Catanese, il giornalista alter ego dell’autore nel romanzo, rifugge dalle parole-pietra. E’ un eroe dei nostri tempi questo personaggio che trasforma in giallo avvincente una notiziola da un minuto al TG regionale, stimolato all’indagine non per profitto ma per “un formicolio allo stomaco” (p. 61), quasi il quinto senso e mezzo di Dylan Dog! : “Non so, chiamalo sesto senso, voglia di capire, istinto. Questa è una storia che mi attira per i risvolti umani e perché mi crea disagio.” (pp. 61-2).
Ma ecco che le vicende narrate, le vite che nelle pagine del romanzo si incrociano, e vite delle quali non si vuol qui dire nulla per non compromettere il piacere di conoscerle direttamente dalla lettura, non sono per Trapanese-Catanese che il pretesto per rivelare e inseguire il suo credo. Quello di un uomo che ha passato la vita a predicare ai figli “l’onestà intellettuale, il bisogno della preparazione, la logica dell’accettazione, a stimolare l’impegno, l’autenticità, a trasmettere la certezza che alla fine la coerenza, e la qualità, pagano” (p. 210) e deve invece scontrarsi con “il messaggio devastante” (p. 211) che un Don Abbondio di turno impone: l’etica della convenienza, della viltà valgono più della parola data. “un due tre stella” verrebbe ancora da dire: pietrifichiamo le parole non degne, animiamo solamente le meritevoli.
Animiamo soprattutto le parole degli affetti, dei rapporti tra gli uomini: parole-pietra tra un figlio e una madre possono condurre a conseguenze catastrofiche; parole-vita tra Catanese e un maresciallo, e una collaboratrice, e un sacerdote, e i figli, e soprattutto tra lui e Giovanna, sua moglie, ci dicono di una misura tanto ovvia quanto difficile da praticare: l’ascolto dell’altro, la partecipazione, l’umanità.
Madre vendetta è l’ossimoro attraverso il quale ci si può rendere conto di come “il confine tra felicità e tragedia sia molto meno marcato di quello che sembra” (p. 240). Può essere dietro l’angolo la tragedia. Ma non c’è tragedia per la quale non sia doverosa la testimonianza, essenziale il ricordo.


Recensione della poetessa Norma Stramucci per il nuovo libro di Giancarlo Trapanese
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Nome: Norma
Cognome: Stramucci
Poetessa
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Norma Stramucci Poetessa di Recanati

...note:

Poetessa, pubblica nel 1995 L'oro unto, edizioni Tracce, con una nota di Massimo Raffaeli. Nel 2000 Erica, nella collana "La scrittura e la storia" delle Edizioni Piero Manni, diretta dal Prof. Romano Luperini, e con introduzione dello stesso Luperini. Nel 2003, nella stessa collana e con uno scritto di Mario Luzi pubblica Del celeste confine. Nel 2008 Il cielo leggero, Azimut, con una nota di Massimo Raffaeli; infine, nel 2009, in prosa, Lettera da una professoressa, Manni, con una introduzione di Maurizio Viroli.

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recensione: Madre vendetta (Antonio Luccarini)

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Recensione del Prof. Antonio Luccarini - Madre Vendetta

 
"Il grado di civiltà di un paese si evince, tra l’altro,da come viene amministrata la giustizia nella totalità dei suoi aspetti e l’incertezza della pena è una delle cose più devastanti per la percezione di sicurezza e di giustizia di un popolo”. E’ la parte finale di una lettera che compare nel penultimo capitolo, quasi una sorta di sintesi delle tematiche e dei problemi che abitano il cuore e la mente dei personaggi del libro “Madre vendetta – storia di un perdono impossibile”, ultima fatica letteraria di Giancarlo Trapanese. Stavolta Giancarlo Trapanese ci ha fatto il dono non solo di una nuova prova di scrittura ,ma anche di un riuscito esperimento di romanzo-verità. E’ come se le due direzione che caratterizzano di solito la produzione di Trapanese, da una parte lo sguardo vigile ed attento alle facce inquietanti del presente, dall’altra la voglia di coinvolger e i lettori con percorsi narrativi emozionanti, si trovassero ,stavolta, unite in un lavoro sinergico ed equilibrato senza soverchiamenti né sul versante del richiamo della cronaca ,né su quello delle seduzioni letterarie. Il giornalista Trapanese – in questo caso si cala direttamente nel bel romanzo nelle vesti del giornalista televisivo Giorgio Catanese -si misura, come si ricava dal contenuto della lettera, con uno dei temi più scottanti della contemporaneità di questa nostra Italia perennemente in crisi e sempre costretta a situazioni di emergenza,quello della Giustizia che non riesce a dare certezza della pena. Ma si deve aggiungere che l’autore, pur rimanendo fedele alla verità della cronaca, cerca ,comunque, attraverso la robusta costruzione narrativa, di farci vedere da vicino non solo il fatto giuridico ma anche il carico di sentimenti e di passioni che restano imbrigliati in esso .Senza scendere nel dettaglio di una storia che avvince per la suspence emozionale che la sorregge, diciamo che il giornalista televisivo Giorgio Catanese si trova a seguire una indagine incentrata sulla morte di un ex detenuto, investito di notte da un’auto pirata, in un paesino della Romagna. Il giovane era appena uscito dal carcere dove aveva scontato una pena di tredici anni perché ritenuto colpevole dello strangolamento della fidanzata che lo aveva lasciato. Luce, la ragazza strangolata, Manuel, accusato del suo omicidio, ma anche le loro madri sono i protagonisti di un dramma contemporaneo che ripete linguaggi, schemi e categorie concettuali della tragedia antica: passioni, delitti, sete di giustizia, voglia di vendetta e di verità,al di là dei recinti della legalità . Un materiale narrativo incandescente che rischia ,proprio per la ricchezza, la violenza e la complessità dei contenuti ,di approdare alle secche della retorica e che, invece, viene controllato perfettamente da una scrittura precisa senza essere asciutta, essenziale senza essere superficiale e soprattutto intensamente partecipata. Di fronte a tanta sciatteria di linguaggio diffusa dai media, di fronte alla ricerca più fangosa del torbido ad ogni costo, questo libro edito da Vallecchi per la collana “Le Stelle” costituisce la prova che si può affrontare il vero senza tradire le sue voci ,ma ,anzi ,dando ad esse vibrazioni e sonorità capaci di giungere non solo al cuore del lettore ma anche alla sua coscienza. Molte volte, in operazioni del genere, si lamenta il primato dell’emozione a scapito della riflessione: in questo caso invece è proprio l’empatico coinvolgimento che consente e favorisce proprio la comprensione del contenuto.

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Professore Antonio Luccarini
Nome: Antonio
Cognome: Luccarini
Prof. Assessore alla cultura del Comune di Ancona
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Prof. Antonio Luccarini

Nasce il 15 gennaio 1948, Membro del Cda del Teatro delle Muse, presidente protempore del Fondo Mole

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recensione: Madre vendetta (ilRestoDelCarlino.it Web)

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26/02/2012 - Quell' ergastolo a vita di chi subisce una violenza

 
Ho scritto "Madre Vendetta", ispirato da una storia vera. Intervista a Giancarlo Trapanese sui temi trattati dal suo nuovo libro.
Link recensione: Visita il link


Recensione del libro Madre Vendetta dal Resto del Carlino
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recensione: Madre vendetta (Noodls Web)

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24/02/2012 - Madre vendetta, Trapanese presenta il nuovo romanzo

 
La violenza sulle donne da parte di chi doveva amarle, la certezza della pena, la giustizia equa, il rispetto per i parenti delle vittime: sono questi temi del nuovo romanzo di Giancarlo Trapanese " Madre Vendetta, storia di un perdono impossibile" (Vallecchi Firenze editore) che sarà presentato in prima nazionale al pubblico Domenica 26 febbraio alle 17,45 al Teatro Sperimentale di Ancona nel corso di quello che si annuncia un autentico evento.
Il romanzo, ispirato da una reale vicenda di cronaca, sarà presentato dal Presidente della Corte d'assise di Milano Luigi Domenico Cerqua, dall'Avv. Giacomo Vettori, dal Critico letterario e scrittore Alessandro Moscè nel corso di un pomeriggio spettacolo ricco di contributi artistici e di emozioni. La vicenda del romanzo è stata ambientata a Bertinoro, in romagna ( e sarà presente il sindaco della cittadina) e ha come protagonista un giornalista ed un maresciallo dei carabinieri.
Durante la serata la mamma di Rossana Wade, la ragazza assassinata nel '91 dal fidanzato e la cui vicenda ha ispirato in parte il romanzo, consegnerà all'ARMA dei CARABINIERI il premio " Rossana Wade amore per la giustizia" mentre il premio " Rossana Wade amore per la verità" sarà consegnato l'8 Marzo a Roma a Federica Sciarelli nel corso della presentazione alla stampa nazionale del romanzo di Trapanese.
I premi sono delle preziose, uniche e straordinarie sculture di Nazareno Rocchetti appositamente realizzate. All'appuntamento di Ancona prenderanno parte gli attori Simone Pieroni ( da Roma) Giulia Poeta, il grande violinista Marco Santini, il famoso duo lirico OPERAPOP (Enrico Giovagnoli e Francesca Carli) il cantautore Luca Lattanzio ( con un brano realizzato appositamente sui temi del libro) ed il Cantastorie veronese Stefano Cobello.
L'ingresso alla manifestazione ( organizzata dalla Pegasus Cattolica con il patrocinio del Comune di Ancona) è libero.
Link recensione: Visita il link


Castelfidardo - Recensione sulla presentazione del nuovo libro
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