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Giancarlo Trapanese 


Chi mi ha ucciso? - thriller metafisico, sospeso tra reale e fantastico - romanzo scritto da Giancarlo Trapanese
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CHI MI HA UCCISO? A Teatro
"CHI MI HA UCCISO? A TEATRO
UN PRODOTTO TUTTO MADE IN ANCONA

Ed è andata meravigliosamente...
Un grazie grande come il mondo alle ottocento persone che hanno deciso di vivere insieme a noi questo magico e folle fine settimana di Teatro.
E' stato emozionante, divertente e intenso.

"Benvenuti a teatro, dove tutto è finto ma nulla è falso!" dice il Grande Maestro Gigi Proietti.
Niente di più vero…
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CHI MI HA UCCISO? A Teatro
"CHI MI HA UCCISO? A TEATRO

Domenica 6 Agosto alla Mole di Ancona, "Chi mi ha ucciso?" a Teatro, commedia con delitto in tre atti. . . .
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il blog di Giovanni

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Il blog più pungente della rete - Il blog di Giancarlo Trapanese

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Giovanni Trapanese photographer fotografo avvocato

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Gloria Trapanese psicologa clinica Ancora donna prevenzione

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copertine dei libri di giancarlo trapanese

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Chi mi ha ucciso? - Giancarlo Trapanese
La giusta scelta - Giancarlo Trapanese
Ascoltami - Giancarlo Trapanese
Ascoltami - Giancarlo Trapanese
Quella Volta che. . .avventure e ricordi di Alceo Moretti - 2010 - libro scritto da Giancarlo Trapanese
Sirena senza coda - libro scritto da Giancarlo Trapanese e Cristina Tonelli
Da quanto tempo - libro scritto da Giancarlo Trapanese
Luna Traversa - libro scritto da Giancarlo Trapanese
Se son fiori... - libro scritto da Giancarlo Trapanese
Calcio a 5 lo sport del 2000 - libro scritto da Giancarlo Trapanese
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Chi mi ha ucciso?

Agnese Testadiferro
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recensione: Luna traversa (Giulia Ruffoni)

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Recensione Luna traversa

 
Qualche giorno fa mi è capitato di leggere in un murales la scritta: “Se vivi per rimanere in silenzio, è meglio che muori”. Toccante vero??!! … …
La prima cosa che ho pensato è stata che per la prima volta non hanno sporcato un muro senza motivo ma per scuoterci. E’ la prima cosa che mi è tornata in mente non appena mi sono distaccata dalla vicenda di questo romanzo che avevo fatto mia; perché mentre gli eventi facevano il loro corso devastando le vite di tutti e lasciando solo macerie, fumo e cenere alle loro spalle, io ero lì chi mi immedesimavo sentimentalmente con i protagonisti.
Ero lì quando Elisabetta e Giulio, una coppia apparentemente serena agli occhi altrui, stavano mandando a rotoli il loro matrimonio, lì quando non riuscivano a comunicare e, forse, non abituati al dialogo, riversavano sull’altro tutte le colpe, le mancanze e i fallimenti della loro vita matrimoniale.
Stavo lì, quando erano troppo presi a farsi sentire, a far sentire la loro opinione, non disposti ad accantonare neppure per un attimo il loro orgoglio, a voler camminare a testa alta come hanno fatto loro, ma con i paraocchi, per come li ho visti io. Ed ero sempre lì, quando mi sono accorta di aver torto (quando ho capito che mi sbagliavo, o meglio, mi ero fatta un’idea sbagliata) perché, colpo di scena, Elisabetta vuole tentare di salvare il suo matrimonio, pur dopo l’ennesima discussione. Non servono paroloni né lunghi discorsi filosofici, anzi sotto sembianze quasi infantili, proprio come un bambino che si trova davanti a situazioni per lui troppo grandi da affrontare, Giulio si vede costretto a chiedere aiuto, così con più totale umiltà chiede a Betta di insegnargli ad amare, perché lui non sa come si fa.
Ecco ero proprio lì, con loro, quando ho visto poggiare a terra il primo mattone da Giulio, che ha deciso di costruire un luogo migliore dove vivere, di concedersi una vacanza, solo loro due (io li seguivo a debita distanza per non disturbare!), approfittando del fatto che Marco, il loro ragazzo, sarebbe partito per due settimane ed essi avrebbero avuto modo di ritrovare la loro intimità.
E’ nel periodo precedente alla partenza che il dialogo prende il sopravvento. Vengono svelate verità del passato, insoddisfazioni, tenerezze date quasi sempre per scontate e mosse solo dall’abitudine. Vedo il secondo mattone (e ne sono contenta). Allargano le proprie visuali per sentirsi più vicini l’uno all’altra, per cercare di vedere se c’è tra di loro un punto in comune a cui aggrapparsi per poter ripartire.
Si sforzano (lo percepisco). Non è facile (lo capisco).
La speranza che questo viaggio possa servire per farli ritrovare li invade.
I primi giorni trascorrono relativamente sereni, poi arriva lei.
“L’uragano Noemi”. Amica dai tempi dell’università di Elisabetta, sembra essere sempre la stessa, l’eterna ragazza che travolge quanti li si avvicinano con la sua esuberanza, senza considerare il suo modo molto provocante di vestire che, forse proprio per questo, la fa vagare tra le braccia di un uomo all’altro, fino a giungere in quelle sbagliate di Giulio. O meglio, spinto solo da un desiderio che Elisabetta non è mai riuscita ad esaudire, quell’incontro, quel gioco erotico, quel pomeriggio di spensieratezza trascorso insieme sarebbero stati il loro piccolo segreto e tutto sarebbe tornato come prima. Ma ero lì quando Elisabetta è tornata a casa, sempre lì quando inizia a piovere, proprio dentro quella stanza, una pioggia fitta e assordante di insulti, di rimproveri, parolacce e rabbia, tanta rabbia. Elisabetta esce. Non torna la sera. Probabilmente non sarebbe più tornata , se, dopo sei mesi di ricerche, indagini e tanta forza di volontà, Giulio non l’avesse trovata, ma non per continuare ad insultarla e condannarla per aver abbandonato in balia della disperazione un marito, ma soprattutto un figlio.
Giulio è cambiato. Tutti questi mesi lo hanno trasformato. Riesce, grazie all’aiuto del collega di Elisabetta, uno psicologo, ad analizzarsi, a capirsi ed ora è pronto.
Ora vuole capire. Capire il perché di un gesto tale da una donna così razionale e matura. Cosa l’ha spinta a ciò. La verità è dura però da accettare, soprattutto quando persone, che credevamo di conoscere, hanno fatto cose che non ci saremmo mai immaginati.
Elisabetta non è sola: ha “trovato” un uomo. Questo Giulio lo sopporta. Si è convertita, è diventata musulmana. Questo Giulio non lo capisce. Il ritrovarsi è duro e doloroso. Inizia tra loro un dialogo, IL DIALOGO. Iniziano a parlare come non mai. Non si riconoscono. L’ultima volta che si sono parlati, si sono detti parole dettate dalla rabbia e represse da un silenzio troppo lungo che al primo passo falso ha stravolto il loro fragile equilibrio. Ora no. Ne sono sorpresi, ma anche molto contenti. Affrontano discorsi molto impegnativi, toccano tematiche importanti, come il nuovo credo di Elisabetta. Non un insulto. Non una discussione. Non una nota fuori posto nel loro tono di voce. E continuavo ad essere lì, anche se non riuscivo a seguire bene la scena a causa dei miei occhi lucidi, quando Marco ha potuto riabbracciare la sua mamma. La situazione però, non è risolta, ci sono ancora mille problemi ad ostruire la strada della serenità. Il “nuovo uomo” di Elisabetta viene a conoscenza del fatto che lei ha un figlio; ci sono problemi di reinserimento nel mondo del lavoro a causa della sua nuova religione; le pratiche di separazione in corso; gli accordi per l’affidamento.
Forse sono state tutte queste preoccupazioni e queste situazioni irrisolte a portare Elisabetta a compiere un altro viaggio, di cui l’autore non vuole dirci se si tratta di un viaggio di sola andata: lo lascia decidere a noi. E’ per questo che il romanzo sarà diverso da persona a persona, personalizzato: ognuno proseguirà in modo diverso per la conclusione, che potrà essere a lieto fine per gli emotivi come me (voglio credere che Betta riaprirà gli occhi … …) e con una lacrima di amarezza per i più razionali.
Mi è ancora difficile capire come Giancarlo Trapanese sia riuscito a tessere un intreccio così ricco senza mai confondere i due “fili conduttori” che si susseguono parallelamente nel corso di tutto il racconto. TRA LE PARTICOLARITA’ DELL’OPERA CI SONO I DUE PUNTI DI VISTA, DI UN UOMO E DI UNA DONNA, CHE CONDIVIDONO GLI STESSI DRAMMI, MA LI PERCEPISCONO DIVERSAMENTE.
Due psicologie messe a confronto che l’autore con estrema sensibilità è riuscito a presentarci.

Info critico

 
Nome: Giulia
Cognome: Ruffoni
Studentessa Liceo Scientifico “L. da Vinci” Classe 3°A
Sito Web: Informazione non disponibile
Email: Informazione non disponibile

Studentessa

Studentessa Liceo Scientifico “L. da Vinci” Classe 3°A

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recensione: Luna traversa (Gigi Avanti)

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LETTI PER VOI...LIBRI IN FAMIGLIA

 
La maestria narrativa di fatti, eventi ed episodi e l'accuratezza descrittiva del mondo interiore dei due principali protagonisti del romanzo, il mondo dei pensieri e il mondo delle emozioni di Elisabetta e Giulio, fa di questo romanzo una sorta di vademecum cui riferirsi per non cadere nella trappola del giudizio e della critica frettolosa (e non di rado proiettiva del proprio star male in relazione...o interpersonale o esistenziale) nei confronti degli altri. L'inclinazione al giudizio, alla mormorazione, alla critica, all'aver da ridire, al dover metter lingua su tutto e tutti toglie spazio, infatti, all'atteggiamento interiore della comprensione (quasi osservazione contemplativa del mistero del vivere...direi) rispettosa, empatica, tollerante degli altri, atteggiamento che costituirebbe l'habitat di una nuova cultura relazionale benefica per ognuno. Anche perché un saggio proverbio (quale proverbio non è saggio?) ammonisce argutamente: "Ne sa di più il matto in casa sua che il savio in casa d'altri".
La bellezza nascosta di questo romanzo del Trapanese (giornalista professionista, vicecaporedattore della sede Rai per le Marche , sposato, due figli, professore a contratto di teoria e tecnica del linguaggio radiotelevisivo all'Università di Macerata Scienze delle Comunicazioni) sta anche nell'essere riuscito ad insegnare qualcosa di bello senza averne avuto la pretesa ; ad insegnare cioè che il benessere relazionale (quello coniugale e quello di ogni altra natura...compreso quello di sé stessi con il proprio destino) scaturisce da un atteggiamento osservativo e riconoscitivo del positivo del proprio esistere personale e relazionale qui ed ora e non nell'atteggiamento teso a cogliere, a sottolineare, a rimarcare l'eventuale ombra o limite o difetto che ogni positivo porta fatalmente con sé. Il Trapanese riesce a convincere, attraverso il dipanarsi di una vicenda d'amore il cui finale è un vero colpo di genio..., che il benessere relazionale sta nell' accogliere e valutare piuttosto che nel giudicare e nell' aver da ridire...(pur a fini buoni e con le più buone intenzioni); consiste cioè nell'atteggiarsi interiormente ad essere e a funzionare più come cinepresa che non come mitragliatrice o etichettatrice di persone e fatti. Paradossalmente parlando, funzionare da cinepresa comporta di "riprendere" senza commenti o giudizi...laddove funzionare da "etichettatrice" o da "mitragliatrice" comporta di "riprendere" ...persone e situazioni con commenti, strali, frecciate, scudisciate, sottolineature, precisazioni...
Altre bellezze del romanzo si presentano al lettore attento come in un caleidoscopio di colori sempre cangianti...in maniera discreta, eppur sempre coinvolgente. Mi piace sottolinearne una, la bellezza della dimensione spirituale che si percepisce presente alla maniera delle cose dello spirito, cioè nascosta e invisibile. Dimensione spirituale (talvolta sottaciuta, se non addirittura snobbata da certa cultura narrativa e non) che getta una luce nuova sul groviglio talora veramente intricato di pulsioni, sentimenti e pensieri fino a far venire alla mente una osservazione di Carl Gustav Jung: "Tante nevrosi sono riconducibili ad un non risolto problema religioso". Un romanzo da leggere per godere di una storia ed anche per imparare (dal momento che "historia docet"...la storia insegna) dalla medesima a scrivere la storia quotidiana del proprio relazionarsi (amarsi) senza dover far troppo ricorso alla gomma da cancellare. Un romanzo utile a tutti, anche a chi fa della relazione d'aiuto (consulenti familiari, psicologi, terapeuti, educatori...) lo strumento principe per lenire le sofferenze talvolta sottili che caratterizzano talune relazioni personali e interpersonali.


Presentazione del libro Luna Traversa alla fiera di roma, tra gli intervenuti Maria Grazia Capulli
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Info critico

Nome: Gigi
Cognome: Avanti
Scrittore e teologo
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Gigi Avanti - Scrittore e teologo mistico

...note:

Avanti Giovanni Luigi (detto Gigi) nasce a Graffignana (Lodi) il 14 settembre 1943. Ha al suo attivo la pubblicazione di una ventina di libri sulle tematiche familiari relazionali educative con taglio psicologico-spirituale, di cui alcuni tradotti in lingua spagnola, portoghese, bulgara, rumena, polacca. Collabora a riviste quali SE VUOI, LA SACRA FAMIGLIA, VITA FAMILIARE, NOI GENITORI E FIGLI…Partecipa occasionalmente a qualche rubrica televisiva della TV di Stato e di SAT 2000 e alla RADIO SACRA FAMIGLIA IN BLU di Bolzano. Fa parte, insieme alla moglie Maria Petrini, della Consulta Nazionale della CEI per la Pastorale della Famiglia

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recensione: Luna traversa (Anuska Pambianchi)

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Non mi capitava da tempo di legarmi così forte ad una storia narrata. Angeletti del Corriere dà un'indicazione perfetta nel descriverlo come "nostre autobiografie emotive". Una sorta di reality a cui non puoi sottrarti tanto ti senti calato nella storia, nella parte di Betta e poi di corsa, d'istinto in quella di Giulio. Ritornando a riflettere sui due personaggi che con coraggio crescono. Cambiano e cominciano ad impadronirsi, ognuno di sè stesso nella difficoltà e nell'intensità dei
sentimenti. Ad un tratto mi son sentita cambiata, più vecchia e matura. Un legame che, anche se ci appartiene, mostra l'autenticità degli affetti e dei rancori. Una storia nuova e antica. Ma quel che fa la differenza è la partecipazione emotiva dell' io narrante che saltella nel corpo prima di uno e poi dell'altro personaggio. Di colpo, poi, Betta scompare e sei violentemente coinvolto nell' indagare sulla sua
scomparsa. Ci si squaderna davanti agli occhi una storia contrastata dall'amore-odio e dai risvolti psichici dei due personaggi. Giulio diventa uomo. In quella parte del libro dove la perdita e la comparsa del dolore arricchiscono e offrono qualcosa in più al personaggio, ho percepito una grande forza emotiva costruita anche sull'educazione di un figlio, per di più adolescente. Un quadro perfetto di circostanze fatali messe a punto dallo sguardo mobile e attento dell'autore che non
rinuncia all'ironia e alla magia nel cogliere la diversità in una scelta di vita: l'islam. La mia simpatia per Giulio si è consolidata nel tempo. L'ho trovato romantico, affascinante e intelligente. Betta è una figura da rileggere con l'emozione di scoprirvi un duplice scontro: compie le sue scelte con fatica, in quanto donna e madre, stereotipo occidentale, ma tali scelte appartengono alla contemporaneità, l'incontro con il diverso, il confronto e la convivenza . Il romanzo per come l'ho vissuto si è concluso la prima volta a Padova il 4 aprile alla pag 345. Poi di nuovo altre emozioni, ma nel finale non credo di porre fine a questa storia. Mi piace pensarlo nella sua evoluzione e nella sua ricerca della verità e della conoscenza di noi stessi. Questo è un grande inizio. Aspetto un'altro tuo libro.

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Nome: Anuska
Cognome: Pambianchi
Comunicazione - Ufficio Stampa - Editoria
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recensione: Luna traversa (Alice Ragni)

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Non ho saputo resistere alla tentazione di leggere in chiave filosofica la sua opera e di individuare - all'inizio quasi per gioco e poi in modo sempre più attento - le tematiche salienti racchiuse nelle fitte trame del suo racconto. Durante la lettura mi sono entusiasmata e positivamente sorpresa nel rintracciare alla fine della sua opera un concetto filosofico sorprendente, piuttosto originale e poco trattato, generalmente, del quale, a mio modesto avviso, ne va la cifra di tutto il suo libro, ovvero quello del cerchio amoroso.
Con questo termine, da me malconiato e non troppo espressivo, intendo la forma più autentica ed illuminante dell'amore, quella che si istaura quando, in seguito a circostanze casuali, sono coinvolte più persone in una tensione illimitata e secondo un fine mirabilmente comune. Sempre secondo la mia rilettura, il cerchio d'amore, con un'origine ben definita, ma con un raggio estendibile ad infinitum, si colloca proprio all'acme delle vicende, cioè il coma della "nuova" Elisabetta: per l'occasione, infatti, ogni personaggio, evolvendo la propria identità e quasi passando in rassegna agli aspetti ordinari ed inconsistenti della vita quotidiana, si supera, ritrovandosi inconsapevolmente all'interno di un cerchio d'amore, rappresentato per l'appunto dall'immagine emblematica dei tanti personaggi chiusi in coro attorno al capezzale della povera sventurata. In questo passaggio, sublime, trasfigurato e trascendentale, si intravede proprio il residuo del mondo a portata di mano, lo scarto del mistero: l'amore come contenitore universale, onnilaterale, chiuso/aperto ( non è un' antitesi, ma è proprio la sproporzione misterica generata da questo sentimento) in un cerchio miracoloso e salvifico, che spoglia i singoli personaggi della propria identità particolare, conferendo loro una forza comune e trasmissibile in modo direttamente proporzionale. Dopotutto viene l'amore di Tutti

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Nome: Alice
Cognome: Ragni
Studentessa di filosofia
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recensione: Luna traversa (Kruger Agostinelli)

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Giancarlo Trapanese con il suo “ Luna traversa” presentato al Centro Cultura “ Piero Pergoli” di piazza Mazzini, ha conquistato i falconaresi. Davvero tanti quelli che hanno gremito i locali della sala- conferenze dove il libro è stato proposto. Non solo pensieri e commenti sul libro( tra i tanti quello del collega Tonino Carino), ma anche musica di grande spessore con Riccardo Rocchetti ( chitarra ) e Lucia Moretti ( voce )e Luca Lattanzio, cantautore emergente. Quindi spazio a supporti visivi raffiguranti certe situazioni sviluppate nel libro, la natura della zona del monte Conero e il qualificato commento di un collega di Giancarlo Trapanese come il giornalista di RAI UNO Francesco Giorgino che ha affrontato il dialogo , la comunicazione e l’incomunicabilità , tematiche affrontate a vari livelli in “ Luna traversa”, dall’alto del suo ruolo di docente di Sociologia delle Comunicazioni all’Università “ La Sapienza “ di Roma. La Prof. Franca Guidotti , fondatrice di UNI 3 Marche ha messo in luce la ricerca del trascendente a prescindere dalle religioni, la ricerca di Dio pur nella differenza del metodo. Costanti queste che sono presenti nel libro da cui traspare la grande sensibilità di Trapanese evidenziatasi anche nel tratteggiare taluni aspetti della natura. I colori, gli odori, i profumi della zona del Conero sono descritti quasi a raffigurare una sorta di “ amore religioso “ verso certi luoghi , verso la nostra terra. “ La luna di Trapanese è traversa , cioè inclinata sull’asse del mondo – ha spiegato il poeta Francesco Scarabicchi. L’occhio di donna che appare nella copertina del libro è lo sguardo della scrittura, la forza per guardare in ogni istante la vita. “ Luna traversa” lancia un grande monito specie nei confronti dell’infanzia e dei figli. Occorre preservare l’innocenza per garantire il futuro. La violenza sui bambini che ogni minuto muoiono per denutrizione o vittime di conflitti familiari saranno una delle cause della deflagrazione del mondo”. Don Giancarlo Sbarbati della casa di accoglienza “ Il Samaritano “ di Ancona ha posto l’accento sul rapporto tra famiglia e religione nel libro di Trapanese. Un rapporto che accomuna le varie religioni nella ricerca di Dio, ma che le divide al momento di confrontarsi. “ I cattolici – ha affermato il sacerdote – non possono avvicinarsi all’Islam ragionando con la propria mentalità, ma cercando di comprendere e discutere sulle progettualità”. Il finale è stato tutto di Giancarlo Trapanese che , a proposito dell’amore, ha ricordato come sia possibile amarsi ad ogni età con gioia e piena coscienza in quanto l’amore non è un fatto di chimica, come qualcuno sta tentando di far credere. “ E’ opportuno impegnarsi a favore delle diversità – ha osservato Trapanese. Diverso non è sbagliato, è solo diverso. E’ per questo che per cambiare le cose in materia, è necessario sostituire il pregiudizio con la voglia di conoscenza”.


Luna Traversa
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Nome: Kruger
Cognome: Agostinelli
Presentazione di Falconara
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Kruger Agostinelli

Kruger Agostinelli

Giornalista iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Regione Marche, ha svolto il proprio praticantato presso il “Corriere Adriatico”, sotto le direttive di Pino Scaccia, attuale inviato speciale del Tg1.

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