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Giancarlo Trapanese 


Chi mi ha ucciso? - thriller metafisico, sospeso tra reale e fantastico - romanzo scritto da Giancarlo Trapanese
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CHI MI HA UCCISO? A Teatro
"CHI MI HA UCCISO? A TEATRO
Macerata, Teatro Lauro Rossi

Domenica 26 Novembre, ore 17:15, la compagnia "Teatro del sorriso" e Giancarlo Trapanese presentano la commedia in tre atti, liberamente tratta dall'omonimo romanzo.
49° Festival nazionale premio Angelo Perugini
Presentazione


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il blog di Giovanni

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Il blog più pungente della rete - Il blog di Giancarlo Trapanese

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Chi mi ha ucciso? - Giancarlo Trapanese
La giusta scelta - Giancarlo Trapanese
Ascoltami - Giancarlo Trapanese
Ascoltami - Giancarlo Trapanese
Quella Volta che. . .avventure e ricordi di Alceo Moretti - 2010 - libro scritto da Giancarlo Trapanese
Sirena senza coda - libro scritto da Giancarlo Trapanese e Cristina Tonelli
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Calcio a 5 lo sport del 2000 - libro scritto da Giancarlo Trapanese
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Chi mi ha ucciso?

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recensione: Sirena senza coda (Chiara Giacobelli)

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Sirenza senza coda: un mondo “proibito”, che un po’ spaventa e un po’ incuriosisce.

 
La storia che Trapanese ha scelto di raccontare è infatti quella di una ragazza cerebrolesa dalla nascita, seppur assolutamente in grado di comprendere ogni cosa e di provare emozioni, al pari di ogni altro essere umano. Anzi, forse di più. La titubanza di fronte al tema delicato, che a volte nasconde romanzi scritti all’insegna della commiserazione, sparisce dopo poche facciate. Non è questo il caso. Non c’è mai triste compassione nella maniera in cui Trapanese affronta l’argomento, solo una sincera voglia di conoscere e di trasmettere, di capire e di generare empatia. Che molto di ciò che viene narrato sia stato vissuto realmente in prima persona lo si intuisce tra le righe, tanto che il racconto non può fare a meno di risultare piacevole, leggero, in grado di far riflettere e di porsi domande, senza tuttavia quella pesantezza che l’argomento potrebbe portarsi appresso.
Se dopo poche pagine si è già catapultati nel pieno della storia, si viene definitivamente “accalappiati” dall’evolversi degli eventi quando nella stesura del testo entra anche Cristina Tonelli, ragazza cerebrolesa di vent’anni che con Trapanese ha voluto condividere non solo la sua storia difficile, ma anche la realizzazione della sua prima opera letteraria. Sembra un miracolo, eppure non lo è. E’ semplice realtà la condizione di Gemma, la protagonista del romanzo (nonché alter ego di Cristina) che, pur dovendo fare i conti con un corpo che lei stessa definisce “una macchina (im)perfetta”, riesce giorno dopo giorno a recuperare una vita quasi normale, costellata di successi professionali e sentimentali. Infatti, se la natura non le ha concesso l’uso della parola e l’indipendenza motoria, le ha però regalato una sensibilità fuori dalla norma e un cervello prodigioso, stimolato anche dagli esercizi a cui i genitori l’hanno tenacemente sottoposta sin da piccola. Sembra un miracolo, ma non lo è, il fatto che, ancora giovanissima, Gemma/Cristina si sia già aggiudicata un importante premio letterario, reso ancora più interessante dall’incontro con il giornalista Rai Catanese/Trapanese.
La domanda sottile che aleggia lungo l’intero corso del romanzo riguarda allora che cosa sia in fondo la normalità, cosa possa essere considerato tale e cosa no. Non è certo normale la vita di Gemma, fatta di logopedia, comunicazione attraverso un computer, uscite regolate e il costante aiuto di altri per ogni piccola attività quotidiana. Non è normale eppure lo è, negli affetti delle persone care, nell’importanza data all’amicizia e, non ultimo, nel bisogno di amare (un uomo, oltre che un genitore e un amico). Gemma è una persona tanto rara quanto preziosa, dotata di una formidabile capacità di comprendere se stessa e chi gli sta accanto, oltre che di un innato talento in grado di regalarle grandi soddisfazioni.
Incontrare Gemma tra le pagine di “Sirenza senza coda”, con la sua storia complicata, le sue carenze e le sue conquiste, e guardare dritto negli occhi il coraggio con cui una ragazza cerebrolesa come lei affronta ogni singola giornata, è un’esperienza che genera inevitabilmente nel lettore l’insorgere di una visione differente, l’apertura ad una diversa prospettiva da cui guardare la vita.
Così, senza mai passare attraverso il moralismo fine a se stesso, né il compatimento o l’ipocrisia, si arriva al termine (non senza aver versato qualche lacrima) di questo commovente romanzo edito da Vallecchi acquisendo quasi senza accorgersene un modo nuovo, e forse più giusto, di affrontare il tema dell’handicap. Un modo che passa attraverso la reale condivisione, la sincerità, l’umiltà e un generale, necessario, abbassamento dei toni circa i nostri “stupidi” problemi quotidiani. C’è da sperare che un simile approccio all’handicap possa rappresentare un esempio di crescita non solo per i singoli individui, ma anche per l’intera società.


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Info critico

Nome: Chiara
Cognome: Giacobelli
Redazione di Non Solo Cinema
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Chiara Giacobelli

Chiara Giacobelli - Non Solo Cinema

NonSoloCinema è un progetto editoriale giovane e dinamico in continuo fermento. E’ uno sguardo libero sul panorama cinematografico e culturale italiano e internazionale. E’ una realtà ipertestuale in cui critica e informazione si completano, senza autoreferenzialità, al servizio dei lettori.

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recensione: Sirena senza coda (Chiara Giacobelli)

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"SIRENZA SENZA CODA" di Giancarlo Trapanese e Cristina Tonelli

 
Apprestandosi a leggere Sirenza senza coda, quarto romanzo del giornalista Rai Giancarlo Trapanese, si ha la sensazione di entrare in un mondo “proibito”, che un po’ spaventa e un po’ incuriosisce.
La storia che Trapanese ha scelto di raccontare è infatti quella di una ragazza cerebrolesa dalla nascita, seppur assolutamente in grado di comprendere ogni cosa e di provare emozioni, al pari di ogni altro essere umano. Anzi, forse di più. La titubanza di fronte al tema delicato, che a volte nasconde romanzi scritti all’insegna della commiserazione, sparisce dopo poche facciate. Non è questo il caso. Non c’è mai triste compassione nella maniera in cui Trapanese affronta l’argomento, solo una sincera voglia di conoscere e di trasmettere, di capire e di generare empatia. Che molto di ciò che viene narrato sia stato vissuto realmente in prima persona lo si intuisce tra le righe, tanto che il racconto non può fare a meno di risultare piacevole, leggero, in grado di far riflettere e di porsi domande, senza tuttavia quella pesantezza che l’argomento potrebbe portarsi appresso.

Se dopo poche pagine si è già catapultati nel pieno della storia, si viene definitivamente “accalappiati” dall’evolversi degli eventi quando nella stesura del testo entra anche Cristina Tonelli, ragazza cerebrolesa di vent’anni che con Trapanese ha voluto condividere non solo la sua storia difficile, ma anche la realizzazione della sua prima opera letteraria. Sembra un miracolo, eppure non lo è. E’ semplice realtà la condizione di Gemma, la protagonista del romanzo (nonché alter ego di Cristina) che, pur dovendo fare i conti con un corpo che lei stessa definisce “una macchina (im)perfetta”, riesce giorno dopo giorno a recuperare una vita quasi normale, costellata di successi professionali e sentimentali. Infatti, se la natura non le ha concesso l’uso della parola e l’indipendenza motoria, le ha però regalato una sensibilità fuori dalla norma e un cervello prodigioso, stimolato anche dagli esercizi a cui i genitori l’hanno tenacemente sottoposta sin da piccola. Sembra un miracolo, ma non lo è, il fatto che, ancora giovanissima, Gemma/Cristina si sia già aggiudicata un importante premio letterario, reso ancora più interessante dall’incontro con il giornalista Rai Catanese/Trapanese.

La domanda sottile che aleggia lungo l’intero corso del romanzo riguarda allora che cosa sia in fondo la normalità, cosa possa essere considerato tale e cosa no. Non è certo normale la vita di Gemma, fatta di logopedia, comunicazione attraverso un computer, uscite regolate e il costante aiuto di altri per ogni piccola attività quotidiana. Non è normale eppure lo è, negli affetti delle persone care, nell’importanza data all’amicizia e, non ultimo, nel bisogno di amare (un uomo, oltre che un genitore e un amico). Gemma è una persona tanto rara quanto preziosa, dotata di una formidabile capacità di comprendere se stessa e chi gli sta accanto, oltre che di un innato talento in grado di regalarle grandi soddisfazioni.

Incontrare Gemma tra le pagine di “Sirenza senza coda”, con la sua storia complicata, le sue carenze e le sue conquiste, e guardare dritto negli occhi il coraggio con cui una ragazza cerebrolesa come lei affronta ogni singola giornata, è un’esperienza che genera inevitabilmente nel lettore l’insorgere di una visione differente, l’apertura ad una diversa prospettiva da cui guardare la vita.

Così, senza mai passare attraverso il moralismo fine a se stesso, né il compatimento o l’ipocrisia, si arriva al termine (non senza aver versato qualche lacrima) di questo commovente romanzo edito da Vallecchi acquisendo quasi senza accorgersene un modo nuovo, e forse più giusto, di affrontare il tema dell’handicap. Un modo che passa attraverso la reale condivisione, la sincerità, l’umiltà e un generale, necessario, abbassamento dei toni circa i nostri “stupidi” problemi quotidiani. C’è da sperare che un simile approccio all’handicap possa rappresentare un esempio di crescita non solo per i singoli individui, ma anche per l’intera società.
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Presentazione del libro Da quanto tempo a Torino - Recensione di Chiara Giacobelli di NonSoloCinema
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